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| V2 Day | Inviato da: raze - 26 Apr 2008 |  Dal blog di Beppe Grillo:
"Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione. Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità. Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube. Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici. Loro non molleranno mai, noi neppure. Per un nuovo Rinascimento.
Una parte del mio intervento in Piazza San Carlo a Torino.
"Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non è nella Nato, è la Nato che è nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perché i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranità limitata. Ma non lo sa nessuno.
L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un risciò, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia più parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernità di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo più in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della libertà condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perché sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunità parlamentare come Cuffaro, il più amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Dirò solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo però fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni è stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sarà il primo ministro degli Interni con la museruola.
Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono. L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.
Il primo referendum. L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.
Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.
Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.Informazione libera in libero Stato. Coraggio!"
Autore: Beppe Grillo
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| Grande successo per Antonio Di Pietro | Inviato da: Admin - 16 Apr 2008 | Di Pietro: "Io decisivo. Veltroni mi rispetti"
di LIANA MILELLA
Antonio Di Pietro
ROMA - "Se c'è un partito che ha vinto quello è l'Idv. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per ottenere la maggioranza e se non ce l'abbiamo in tasca non è colpa nostra". Poi più avanti: "Il nostro è un risultato eccezionale". E ancora: "Nel giro di pochi anni, dall'essere il brutto anatroccolo, siamo diventati un tassello fondamentale dell'area riformista per garantire l'alternativa e l'alternanza a Berlusconi". Antonio Di Pietro non può che essere soddisfatto. I numeri della sua vittoria personale gli arrivano con la prima proiezione delle 15. L'Italia dei valori, dal 2,3% della Camera e dal 2,9 del Senato acquisiti nel 2006, schizza al 5,1 per cento. Col passare delle ore, a palazzo Madama, si attesta al 5. Nel suo quartier generale, in via di Santa Maria in Via a un passo da Montecitorio, l'entusiasmo è alle stelle. Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Silvana Mura quasi stentano a credere ai risultati.
Il fondatore e leader non c'è. La vulgata ufficiale lo vuole a Curno, il paese del bergamasco dove risiede. Ma l'ex pm simbolo di Mani pulite a Repubblica svela dove si nasconde: "Sono a casa a Roma, coi miei figli. Da domani lavorerò "h 24" (nel linguaggio delle scorte significa per tutta la giornata, ndr), ma ora devo dedicare a loro la serata di gioia". Poi la prima battuta che dà il mood della giornata: "D'adesso in avanti sarà difficile spegnerci".

Un'ora dopo, quando la tv rende pubblico il primo risultato del Senato in Molise, un'incontenibile esplosione perché l'Idv si attesta al 26,2 e il Pd si ferma al 18,4. Un sorpasso frutto di maratone estenuanti nella sua terra. Subito dopo prevale la freddezza dell'analisi: "Avevo tre senatori, ne eleggo 17. Da 16 deputati ne porto a casa 29 o 30. Carta canta. In un anno e mezzo raddoppiare i voti alla Camera e triplicarli al Senato significa rappresentare una realtà che non può essere annessa, ma una componente fondante di un processo costituente".
Parole di plauso, ma anche di rampogna per Veltroni: "Gli va dato il grande merito, in due mesi, di aver recuperato 20 punti di distacco e aver condotto il partito al 35 per cento. Gli italiani gli devono essere grati per aver ridotto la frammentazione politica pur privandosi di socialisti e sinistra. Riconosco la sua leadership, ma respingo l'annessione. In Parlamento l'Idv vuole mantenere la sua visibilità. Accetto il gruppo unico, ma si chiami Pd-Idv, condividendo le responsabilità e rispettando le performance di ciascuno".
Annessione, confluenza, scioglimento. Nel Pd ovviamente. Sono queste le parole cui Di Pietro contrappone "la pari dignità". Qui si scatena la polemica con Veltroni: "Deve riflettere sul perché, in 40 giorni di campagna elettorale, ha sofferto di una sostanziale dimenticanza. Non ha mai nominato il mio partito, salvo che non lo sollecitassero i giornalisti. Io invece, in ogni comizio, dichiarazione, intervista, ho sempre messo al primo posto l'alleanza, la convergenza nel programma e ho riconosciuto lui come candidato leader, quel ruolo che oggi gli riconosco come capo dell'opposizione".
Sul futuro Di Pietro non ha dubbi: "Con Veltroni faremo una ferma opposizione per non lasciare il Paese nelle mani di Berlusconi, un capo di governo di cui diffidiamo e che non penserà a tutti gli italiani ma solo ad alcuni di essi". Non è l'annuncio di una rivolta, ma di una strategia: "Rispettiamo il voto, loro hanno il dovere di governare ma noi di fermare derive populiste, illiberali, prevaricatorie". Dunque, un ruolo che l'ex pm definisce "non di Giamburrasca, ma di opposizione costruttiva e non a prescindere, guardando legge per legge e contro qualsiasi inciucio".
Del Cavaliere Di Pietro già disegna le iniziative: "M'immagino già quanti sfracelli voglia fare, ma non accetteremo limature alle sue leggi illiberali, ci opporremo in modo fermo in piazza e nelle istituzioni, utilizzando a fondo Internet".
La rete è l'origine del suo successo. L'ex pm lo ammette e se ne vanta: "Il popolo del web lo ringrazio. Ci ha tenuto informati e noi lo abbiamo informato, senza mai nascondere nulla. A quel popolo promettiamo che non ci saranno accomodamenti con nessuno". Inevitabile parlare di quanto abbia pesato Beppe Grillo. "Lui è l'espressione fisica della gente che vuole sapere e la rete lo ha permesso superando il sistema lottizzato della Rai. Ma da domani non succeda più come accade stasera che si parla della vittoria della Lega e non della nostra".
Di Pietro ragiona sulle ragioni del suo successo. Ne elenca due: "La politica del fare nell'attività di governo e la coerenza nelle scelte etiche e di principio, nessun condannato in lista, no all'indulto, battaglia sul conflitto d'interessi e per una nuova legge sulle tv. L'Idv è stato e sarà il cane da guardia contro ogni deriva dittatoriale".
Fonte: www.repubblica.it
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| Video di Antonio Di Pietro | Inviato da: Admin - 13 Apr 2008 | Antonio Di Pietro durante l'intervento che ha tenuto a Riccia, in piazza Umberto I, il giorno 11 aprile 2008.
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| Antonio Di Pietro a Riccia | Inviato da: raze - 11 Apr 2008 | Stasera, 11 aprile 2008, alle ore 18:00 ci sarà in piazza Umberto I il ministro Antonio Di Pietro per la sua campagna elettorale. Penso che non sarebbe una cattiva idea andare a sentire quello che ha da dire, se non altro per mostrargli un pò di gratitudine per quello che ha fatto, e che vorrebbe fare, per il Molise.
A parte i nostri, chiamiamoli, "interessi personali molisani" nei confronti di Di Pietro, vorrei farvi notare una cosa molto interessante. Se andate a visitare questo lungo, lunghissimo elenco di candidati nei guai con la giustizia, vedrete che ogni partito ha le sue magagne, molte di esse così gravi da farci chiedere: "è mai possibile che questa è la gente che dovremmo addirittura PAGARE per farci governare???". Alcuni esempi:
- il Popolo della libertà ha ben 56 elementi condannati;
- la Lega Nord 9;
- l'Udc 9;
- il Pd 18
...e così via. Sapete qual è l'unica lista con la fedina penale pulita? Esatto, l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, con ZERO condannati. Non pensate anche voi che chiunque debba governarci debba essere per prima cosa -non importa lo schieramento- una persona ONESTA?
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| Voto, non voto... | Inviato da: Duke_Nukeu - 10 Apr 2008 | Qualcuno mi ha chiesto come mai ancora non mi sia pronunciato riguardo alle prossime elezioni. La risposta è semplice: avevo deciso di non andare a votare ed ignorare completamente la campagna politica. Probabilmente sono tante le persone che, come me, sono profondamente delusi dalla politica italiana e da certi pseudo-politici, i quali non meriterebbero neanche di avvicinarsi ai banchi del parlamento. Volgari (Strano), inutili (Mastella), ipocriti (Fini), dannosi (Berlusconi), violenti (Bossi), utopici (Veltroni)... Una tale accozzaglia di gente, ai quali sembra che tutto interessi tranne che collaborare per risollevare questo paese distrutto da anni di governo maledetti. Come si può andare a votare, sapendo che NON CAMBIERA' NIENTE, CHE SONO SEMPRE GLI STESSI, CHE DICONO SEMPRE LE STESSE COSE? Mi sembra ieri che seguivo la vecchia campagna elettorale... Non c'è l'ho proprio fatta a subirne un'altra, a vedere di nuovo quelle facce, sentire quei litigi, quelle falsità. Con uno stato d'animo simile, come si può ancora aver voglia di votare, pur sapendo che c'è gente che è morta per darci questo sacrosanto diritto?
Ebbene, sono successe due cose che mi hanno fatto cambiare idea. Una, è l'aver individuato una persona che penso sia l'unica che meriti il mio voto. Una persona molto, MOLTO vicina ai molisani, onesta, con idee che nessun altro politico ha avuto il coraggio di esprimere e di cui penso ci si possa fidare (per non parlare del fatto che è temuta da un'altra piccola, fastidiosa, ostinata personcina, il che la dice lunga). La seconda cosa è un appello che ho ricevuto in e-mail e che potete leggere nel resto dell'articolo. Spero che convinca gli astensionisti come ha convinto me. Buona lettura e... votate bene.
PS: se proprio avete deciso di non andare a votare, andateci lo stesso, per esercitare il vostro diritto, e votate con una scheda nulla. La bianca può essere contraffatta ed è segno di indecisione, la nulla invece è un segno di protesta verso tutti i partiti e non può essere "modificata". Quello che si legge in rete, circa i voti che andrebbero al premio di maggioranza, è una bufala!
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| Un paese di bloggers | Inviato da: Admin - 07 Apr 2008 | Non sappiamo se sia per la presenza dell'adsl a Riccia, per la diffusione di Microsoft Messenger o semplicemente per un fatto di moda, ma una cosa è sicura: i ragazzi e le ragazze di Riccia adorano Windows Live Spaces! Sembra proprio che il blog messo a disposizione da Microsoft non tema rivali tra i giovani riccesi. Nonostante personalmente lo detesti (è pesantissimo ed a volte irritante... beh, del resto è Microsoft), il gran numero di temi e di moduli utilizzabili, nonchè una certa facilità d'uso, ha fatto la felicità di tanti bloggers alle prime armi. E' un vero piacere vedere che tanti ragazzi riccesi hanno finalmente deciso di avvicinarsi ad Internet in modo "attivo".
Per permettere anche a chi non fa parte del network di Live Spaces di visitare questi blog, nel resto dell'articolo abbiamo raccolto più di trenta link a blog riccesi, completi di foto degli autori. Diversi di essi non dicono granchè (è evidente che sono stati creati giusto per "fare presenza"), ma in mezzo a questi ce ne sono un bel pò davvero interessanti, pieni di foto, di testi originali, con una bella grafica e aggiornati spesso.
Se siete a conoscenza di altri link a blog riccesi, vi preghiamo di segnalarceli, così li aggiungeremo alla lista!
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| A Riccia arriva il commissario | Inviato da: Admin - 27 Mar 2008 | A Riccia si voterà il prossimo anno, in primavera, per l'elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Il primo cittadino, Enrico Fanelli, infatti ieri, ultimo giorno utile, non ha ritirato le dimissioni. Quindi si procederà ora allo scioglimento del Consiglio comunale. Il prefetto di Campobasso, Pagano, ha già nominato Ruggero D'Addona commissario prefettizio. Dovrà gestire l'ente fino al prossimo turno elettorale utile, previsto per le amministrative per la primavera del 2009.
Fanelli si era dimesso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito di una inchiesta per una lottizzazione. Insieme a lui indagati altri amministratori comunali della maggioranza di centrodestra. Trascorsi i venti giorni previsti dalla legge, entro i quali il sindaco poteva ripensarci, lo spettro del commissariamento si è materializzato.
Fanelli lascia ma lo aspetta un premio di consolazione niente male. Se, come è probabile, il 14 aprile Sabrina De Camillis dovesse essere eletta alla Camera (è numero due nella lista del Pdl alle spalle di Berlusconi), Fanelli entrerebbe in Consiglio regionale al posto della giovane "pasionaria" azzurra. Infatti l'ormai ex sindaco di Riccia è il primo dei non eletti alla Regione di Forza Italia.
Fonte: www.altromolise.it
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